Le Maschere di Carnevale dell’Emilia Romagna

Dal Dottor Balanzone a Sandrone: conosci tutte le maschere della nostra regione?

Quando eravamo piccini tutti conoscevamo le maschere della tradizione carnevalesca italiana. Il travestimento più conosciuto era sicuramente Arlecchino, il personaggio di origini lombarde della Commedia dell’Arte, con il suo abito di rombi colorati e la mascherina nera: combinava un sacco di guai, ma la passava sempre liscia!

Come dimenticare il napoletano Pulcinella, Gianduia dal Piemonte, la veneziana Colombina con il suo padrone Pantalone o il romanaccio Rugantino? Ma anche qui in Emilia Romagna la tradizione carnevalesca conta diversi personaggi e altrettante maschere, più o meno note. Oggi vorrei che le riscoprissimo insieme o le incontrassi per la prima volta!

Da Bologna: il Dottor Balanzone

Lo dice il nome stesso: Balanzone è un dotto, serio ed erudito, a volte anche un po’ antipatico per il suo modo di porsi, sempre superiore al popolino ignorante. La sua specialità è parlare, parlare, parlare riempiendo i suoi lunghissimi e noiosi monologhi con citazioni latine, ma in sostanza i suoi discorsi non hanno alcun senso!

Ha studiato all’Università di Bologna, ma non si capisce bene in quale dottrina sia specializzato, anche perché lui afferma di sapere sempre tutto: medicina, astrologia, scienze, matematica, filosofia e medicina. Proprio per questo le altre maschere della Commedia dell’Arte si rivolgono a lui per ricevere “utili” consigli e Balanzone ovviamente non si lascia sfuggire l’occasione di spandere il suo sapere!

Da Modena arriva la famiglia Pavironca

Il capofamiglia è il contadino Sandrone, rozzo e ignorante ma allo stesso tempo furbo come una volpe: è sempre pronto a trovare vie alternative per guadagnare la pagnotta per sé la moglie e il figlio.

Il costume di Sandrone si rifà all’abbigliamento semplice dei contadini del Settecento: una giacca pesante in velluto con pantaloni abbinati, calze a righe bianche e rosse e un curioso cappello da notte con una nappa finale.

Della famiglia Pavironca fanno parte anche Pulonia, la moglie, che nelle rappresentazioni veniva interpretata da un uomo (una bellezza sopraffina!) e Sgurgheguel, il loro figliuolo.

Sembra che la maschera di Sandrone sia ispirata a un personaggio realmente esistito, nato nel comune di Cadelbosco Sotto, che si trova in provincia di Reggio Emilia. Le tre maschere oggi vengono quindi considerate reggiane e non più modenesi.

La tradizione dell’arrivo della famiglia di Sandrone alla stazione di Modena, però, continua ancora oggi con una sfilata che li porta fino a Piazza Grande.  Qui i 3 personaggi tengono il tradizionale sproloquio dal balcone del Palazzo Comunale: una critica satirica all’amministrazione comunale, in dialetto modenese.

Fagiolino Fanfani: il monello di periferia

Fagiolino nasce come semplice burattino e non diventa un personaggio del palcoscenico del teatro delle marionette, anche per questo è poco conosciuto.

Come il Dottor Balanzone, anche Fagiolino è di origine bolognese e, con la moglie Brisabella, rappresenta la gioventù della città. Spaccone, molto intelligente e sempre sano come un pesce porta sempre con sé un randello di legno di faggio, a cui deve probabilmente anche il nome, per attaccare briga quando ne capiti l’occasione.

Farne più di Bertoldo

Hai mai sentito questo modo di dire? Bertoldo è una maschera che appunto ne combina di tutti i colori. Originario di San Giovanni in Persiceto, questo personaggio è conosciuto per la sua astuzia e gli inganni che tesse con la moglie Marcolfa ai danni del re longobardo Alboino.

Bertoldo è il protagonista di un testo del Seicento (Le sottilissime astuttie di Bertoldo) dove vengono raccontate le sue avventure alla corte del re Alboino (un personaggio storico reale). Il contadino si ritrova nel castello del re dove viene messo a dura prova dal sovrano con indovinelli ed enigmi anche molto complessi. Il nostro “eroe” sarà pure un semplice contadino ma è anche molto astuto: risolve tutte le prove e conquista il re con la sua simpatia, diventando il buffone di corte!

Dopo molte avventure, la scalata sociale di Bertoldo lo porta addirittura a conquistare il titolo di conte e il diritto di abitare nella corte con la moglie e il figlio (Bertoldino).

La storia di questo personaggio, tuttavia, non ha un epilogo felice: abituato alla vita di campagna, fa molta fatica a integrarsi con le usanze e gli agi del castello. Gli manca la sua vita di scorribande e piccoli inganni, per questo, infatti, si ammala gravemente e muore.

Questo è l’epitaffio che il re gli dedicò:

In questa tomba tenebrosa e oscura,

Giace un villan di sì deforme aspetto,

Che più d’orso che d’uomo avea figura,

Ma di tant’ alto e nobil’intelletto,

Che stupir fece il Mondo e la Natura.

Mentr’ egli visse, fu Bertoldo detto,

Fu grato al Re, morì con aspri duoli

Per non poter mangiar rape e fagiuoli.

Con questo personaggio si conclude il nostro viaggio alla scoperta delle maschere di carnevale dell’Emilia Romagna!

E a proposito di tradizione, vieni a scoprire in prima persona la nostra tradizionale ospitalità: passa una vacanza indimenticabile a Milano Marittima!

 

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Autore

Angela Bucheli
Angela Bucheli
Moglie di Piero, da più di 20 anni con lui gestisce il Solemare e da 5 il Peperittima Beach Club, con un tocco unico di creatività.